Domenica 2 ottobre 2011 – programma

Domenica 2 ottobre 2011, ore 17:00
Modena, Centro Culturale “G. Alberione”

UN CORO…CUORI E VOCI


Il sacro

J. S. Bach (1685-1750)                Jesu bleibet meine Freude, BWV147

G. Rossini (1762-1868)               O salutaris Hostia

G. Fauré (1845-1924)                  Cantique de Jean Racine

B. Bettinelli (1913-2004)           Bone Pastor

J. Busto (1949 *)                           Ave Maria

F. Saguatti (1960 *)                    Stabat Mater


Il profano

W. A. Mozart (1756-1791)          Cantata “Dir Seele des weltalls”, K 429

G. Rossini                                       Tarantella

F. Schubert (1797-1828)             La notte

G. Verdi ( 1813-1901)                   La Vergine degli Angeli, da “La Forza del destino”

G. Gaber (1939-2003)                  Torpedo blu

G. Paoli (1934 *)                            Ti lascio una canzone

A. L. Webber (1948 *)                  Memory, dal musical “Cats”


CORALE “G. PUCCINI” 
di Sassuolo
YORIKO OKAI, soprano
SIMONE GUAITOLI, pianoforte
FRANCESCO SAGUATTI, direttore


Un coro…Cuori e voci

Un coro… Cuori e voci. Cuori che fanno vibrare lo strumento più affascinante. E più difficile da dominare. Ma anche il più melodioso da ascoltare, lo strumento più antico: la propria voce… se stessi. È il cuore che trasforma i suoni in canto. E il canto in arte perché è il cuore che fa vibrare le corde vocali. E che fa vibrare il cuore di chi ascolta… “Nulla c’è più nobile del canto, virtù salvatrice di umanità. Per questo quando un popolo canta c’è da sperare ancora. Nulla fonde animi e caratteri quanto un coro, quando è vero coro; quanto sentirsi componenti di un coro, allora l’appuntamento, il ritrovarsi e il sentirsi presenza necessaria a cantare, è come un convenire di innamorati. Allora il sacrificio diventa spontanea gioia e stima per vivere! Il canto ci mostra una realtà che merita di essere desiderata, ci mostra noi stessi come dovremmo essere se fossimo meritevoli del mondo. La voce umana, elevata nel canto, crea l’occasione di sciogliere per un istante i catenacci dell’universo, permettendoci di scorgere un frammento di ciò che nascondono: un lampo dell’ineffabile. (David Maria Turoldo)

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