Storia

La nascita e i primi anni

La prima foto della Corale Puccini, 1928

La prima foto della Corale Puccini, 1928

Il vero fondatore della Corale Puccini di Sassuolo può senza dubbio essere indicato con reverenza nella persona del grande Giacomo Puccini; a Sassuolo, infatti, esistevano già alcune corali, che in gruppi, per lo più parrocchiali, amavano dilettarsi nel canto. Ma la morte di Giacomo Puccini, avvenuta nel 1924, diede ad alcuni di questi sassolesi, amanti del bel canto, lo spunto di volerlo ricordare nel tempo: quindi, due anni dopo, nel 1926, la Corale Puccini divenne realtà.
Il primo presidente della corale sassolese fu il ragioniere Ugo Vacondio; primo maestro invece, dal 1928, fu uno dei fondatori e cioè Guido Montanari. Dal punto di vista dell’emancipazione femminile, oltre che da quello politico e sociale, i tempi erano duri e la Corale Puccini era formata solo da “voci virili”, per cui il repertorio di quegli anni era composto in massima parte da canti popolari, di folclore, lirici e di chiesa.
La buona impressione e la solidità della corale sassolese impose quasi subito il gruppo all’attenzione dei concittadini: un gruppo di personaggi dell’epoca, tra i quali l’ingegner Mario Frigieri, il dottor Francesco Caselli ed Ellio Ballarini, si rivolse ad un possidente concittadino, Olinto Pistoni, perché benevolmente trovasse una sede alla già attiva Corale Puccini.
Pistoni, che era stato il fondatore della banda cittadina “La Beneficenza”, accettò e decise di regalare alcuni suoi immobili situati in via Rocca. La donazione fu suggellata da una delibera ufficiale del podestà dell’epoca, il senatore Antonio Vicini; una clausola particolare venne posta dal mecenate donatore dell’immobile: istituire una scuola di musica con l’obbligo per il maestro, che doveva essere assunto tramite apposito concorso pubblico, di insegnare e dirigere nella scuola di musica, nella corale e nella banda.
Un altro importante momento della storia, forse la pietra miliare per il futuro della corale stessa, ci fu nel 1947, quando divenne presidente il cavalier Paolo Gasparini; verso la fine del 1948 anche la direzione cambiò mano e venne affidata al maestro Gian Paolo Dondi, che col presidente Gasparini formò un duo di rara capacità organizzativa e professionale della durata di oltre trent’anni. La Scuola Corale Puccini di Sassuolo superò i confini locali e provinciali imponendosi come un complesso maturo, capace di presentare una varietà imponente di brani e – correva l’anno 1968 – aprì le porte alle coriste raggiungendo così una dimensione invidiabile nel panorama dei cori dell’intera regione.

Dall’affermazione alla maturità 

1954, concorso all’Accademia Filarmonica di Bologna

1954, concorso all’Accademia Filarmonica di Bologna

Il primo salto di qualità viene compiuto negli anni ’50, quando la Corale inizia ad acquistare una certa notorietà a livello nazionale. Merito in gran parte del maestro Gian Paolo Dondi, approdato alla direzione nel 1948-49 e rimastovi per circa trent’anni: fra il 1954 e il 1960 la Corale Puccini è presente a numerosi concorsi polifonici, a Bologna, Verona, Arezzo, Villafranca, ma il primo importante appuntamento è dell’ottobre 1954, quando la Corale partecipa al concorso polifonico organizzato dall’Accademia Filarmonica di Bologna. La Puccini vince il concorso e fra gli altri riconoscimenti legati a questa affermazione c’è anche un consistente premio in denaro, un assegno di 80 mila lire.
Nel 1956 la corale sassolese ci riprova e partecipa alla rassegna polifonica di Verona, conquistando una medaglia d’argento nella categoria B. Un risultato lusinghiero, visto l’alto numero (26) delle corali intervenute. Di ritorno a Sassuolo, il 24 ottobre 1956, organizza un importante appuntamento al cinema Cristallo, una “serata di musica” che coinvolge tutte le scuole cittadine. Oltre alla Corale, la cui performance è giudicata “encomiabile” dai quotidiani locali dell’epoca, partecipano alcuni importanti solisti (Otello Zanni) e alcuni giovani di sicuro futuro: fra questi, il basso sassolese Bruno Cioni e il tenore Luciano Pavarotti.
La Puccini prende quindi parte a un’importantissima rassegna internazionale ad Arezzo: tre giornate di concorso in cui sfilano circa 70 complessi vocali, italiani e stranieri. Il coro sassolese, unico partecipante per l’Emilia, arriva decimo nella sua giornata. La manifestazione verrà comunque ricordata ancora parecchi anni dopo dal maestro Dondi e dal suo coro, perché quella fu una delle poche volte in cui la Puccini ebbe l’occasione di cantare a fianco di americani, inglesi, tedeschi, austriaci, spagnoli, portoghesi, francesi e appassionati cantori di tante altre nazionalità.
Dal punto di vista della classifica finale, di maggiore soddisfazione è il concorso di Villafranca Veronese, istituito in occasione del centenario del trattato di pace di Villafranca. La competizione canora è riservata a gruppi delle province di Modena, Brescia, Verona e Padova: oltre 500 i cantori presenti; la Puccini sorprende tutti con la sua bravura e arriva alla finale con la Santa Cecilia di Verona, un’autentica istituzione. È addirittura epico il racconto del cronista che, sul Resto del Carlino del 15 luglio 1959, informa che “la Puccini e la Santa Cecilia avevano raggiunto il medesimo punteggio e solo in seguito ad una triplice votazione la giuria è pervenuta all’ultima selezione, assegnando il primo posto alla corale di Verona e il secondo alla Puccini”. Alla manifestazione sono presenti anche il presidente del consiglio e futuro presidente della Repubblica Segni, che premia i sassolesi, insieme ai ministri Colombo e Gonella.
Con l’arrivo degli anni ’60 si chiude l’epoca dei concorsi corali, almeno per la Puccini, che da allora parteciperà quasi esclusivamente a rassegne non competitive, dove la parola d’ordine non è più vincere ma conoscersi. A tenere in vita le rassegne, ancora oggi, è infatti lo scambio di visite e cortesie che i gruppi canori amatoriali, ormai piuttosto diffusi, si riservano; è così che il movimento estende i suoi orizzonti e stabilisce legami che durano per anni. Nel 1961 la Puccini ottiene la soddisfazione della sua prima trasferta all’estero, partecipando a Carqueiranne al gemellaggio dei Comuni di Montefiorino e Palagano con la cittadina francese.

Concorso Orsam del 1963

Concorso Orsam del 1963

Gli anni ’60 trascorrono con numerosi concerti in tutta la Provincia e anche al di fuori, con tante serate di successo e un impegno crescente della Puccini in manifestazioni legate ad iniziative di beneficenza. In effetti la corale non abbandona del tutto i concorsi, ma partecipa per tre volte a quelli dell’Orsam a Roma, nel 1963, 1967 e 1973, ottenendo in più occasioni prestigiosi riconoscimenti (terzo premio nel 1973).
Gli apprezzamenti degli addetti ai lavori si sprecano; nel dicembre 1967 il professor Martino Lorè, del Conservatorio di Bologna, scrive espressamente al presidente Gasparini per manifestare la sua ammirazione dopo aver visto la Puccini in concerto: “L’affiatamento, l’intonazione, l’interpretazione del vostro coro maschile  misto raggiungono effetti di estasi difficilmente da potersi udire da altri complessi qualificati. Il merito è senza dubbio della sensibile cultura musicale del direttore, ma bisogna riconoscere che l’impegno e la qualità sono anche dei componenti del coro stesso”.
Se la corale ormai a Sassuolo è famosa, possono comunque ancora capitarle “incidenti” come quello, curioso, accaduto nel maggio ’79 e narrato dal Resto del Carlino dell’epoca. Viene organizzato, con alcuni mesi di preavviso e un notevole lavoro nella preparazione di un programma musicale adeguato, un concerto-lezione per le scuole medie. Si concretizza il progetto, si fissa una data e si decide il posto, il teatrino della scuola più moderna di Sassuolo, la Ruini. E poi? “La corale prepara il programma, fa le prove, si presenta al completo al momento e al luogo fissato ma..non trova nessuno, tranne due insegnanti e una decina di ragazzi”. Ma la corale c’è, i canti sono pronti e rinunciare all’esibizione non sarebbe bello. Allora si decide di andare a chiamare in gran fretta gli anziani ospiti della casa di riposo “Valentini” (l’equivalente dell’odierna Casa Serena). L’inconveniente è risolto, la corale “snobbata” dagli studenti si rifà cantando per gli anziani.

Arrivederci maestro Dondi

1985, la Corale diretta da Mirko Bondi

1985, la Corale diretta da Mirko Bondi

All’inizio del 1982 il maestro Gian Paolo Dondi, dopo un trentennio, è costretto per motivi di salute a lasciare la Corale, che sotto la sua guida si è trasformata da gruppo di amici cantori in un complesso vocale affiatato e rinomato in Italia. Inutile nascondere che la defezione di Dondi crea qualche difficoltà nella Puccini, proprio nel momento in cui la musica in città viene scoperta da molti, anche grazie al corso gratuito di canto che la corale aveva avviato nel 1982, per ampliare il suo organico.
Nel frattempo si cerca il sostituto, che nel 1982 viene trovato nel giovanissimo Mirko Bondi. Il promettentissimo maestro ha il suo “battesimo di fuoco”, dopo alcune esibizioni locali, alla rassegna “Corisettembre” di Acqui Terme, molto rinomata, che si tiene in un teatro gremito, con meritati applausi per il coro sassolese. Qualcosa è certamente cambiato nella Puccini, specie nel suo repertorio, che si identifica sempre di più con i gusti del nuovo maestro Bondi, appassionato di canti corali americani, con un corposo accompagnamento musicale; arrivano le basi musicali preregistrate, il ritmo. Un cambiamento, lo ammettono gli stessi coristi intervistati a quel tempo sulla Gazzetta di Modena, digerito con difficoltà da alcuni, ma generalmente approvato, per “cercare di portare il nostro canto a un maggior numero di persone”. I cantori sono ora una quarantina, ma in compenso è aumentato il numero dei giovani che si avvicinano alla Puccini.
Il 19 settembre 1986 se ne va, dopo una lunga malattia, Gian Paolo Dondi, il maestro amato e rispettato a Sassuolo per trent’anni. La corale lo ricorda commossa nel trigesimo, cantando per lui alla Messa dell’Artista di Modena, e poi ancora in diverse altre occasioni.
Nel 1986 cambia anche la direzione della Puccini. Mirko Bondi lascia e andrà a fondare l’associazione “Amici della musica” Nino Rota di Fiorano, dove continuerà con successo le sue proposte di canto corale moderno.

1988, il M° Guicciardi dirige la Corale a Fiorenzuola

1988, il M° Guicciardi dirige la Corale a Fiorenzuola

La corale sassolese si affida invece al maestro Gianni Guicciardi, che riporta in auge il canto polifonico classico. Nel 1987 un’altra “colonna portante” si allontana dalla Puccini: è il presidentissimo cavalier Paolo Gasparini, per quarant’anni alla guida del complesso. Resta come presidente onorario, ma a lui si affianca nella conduzione Domenico Bertolani.
Due gli episodi importanti del 1988: dai saggi dei bambini della scuola di canto corale Olinto Pistoni si trae lo spunto per ampliare ancora l’attività della Puccini: nasce la “Puccini junior”, formata dai giovanissimi e diretta, fin dai suoi inizi, da Maria Ada Casali. Le prime esibizioni sono ottime e da subito la Puccini junior va a inserirsi come una bella realtà nel panorama musicale sassolese. Oggi può vantare la partecipazione a numerose rassegne e un’abilità che, al pari di quella della corale “dei grandi”, è in continuo aumento.
Un altro momento importante è la benedizione e inaugurazione del nuovo stendardo della Corale Puccini, che va a sostituire quello degli inizi, presente già nel 1937 e ormai un po’ invecchiato. La nuova bandiera viene benedetta nel 1988 alla Messa dell’Artista di Sassuolo, retta da Alete Levrini, ultimo dei soci fondatori della Puccini ancora in vita a quell’epoca.

La maturazione con Saguatti

La Corale diretta dal M° Saguatti in Duomo a Modena

La Corale diretta dal M° Saguatti in Duomo a Modena

Dal settembre del 1989 assume la direzione della Puccini Francesco Saguatti, un maestro energico ed esperto, che ha avuto anche l’onore di partecipare a registrazioni musicali insieme a Luciano Pavarotti. Con lui il coro assume una dimensione veramente internazionale e riprende una maturazione complessiva che lo porta a livelli raggiunti raramente in passato. La Puccini ora è in grado di cantare partiture anche molto complesse e comincia a intensificare il numero delle sue esibizioni a livello locale, moltissime delle quali sono legate a scopi benefici. la bontà dell’opera compiuta dalla corale viene anche riconosciuta con un premio, ricevuto durante il Meeting Giacobazzi alla Polisportiva Modena Est: riceve il suo premio intitolato a Giovanni Torri per la sua opera di volontariato, nella promozione della musica soprattutto presso i giovani e per l’impegno nel sociale.
Il titolo più frequente sui giornali in questi anni di grande successo è “La Corale Puccini è un’istituzione”, ripetuto in diverse occasioni.
Nel 1991, a 85 anni, se ne va il cavalier Paolo Gasparini, presidente della Puccini per quarant’anni, l’uomo che, insieme al maestro Dondi, aveva dato la continuità e una decisiva evoluzione alla vita del gruppo canoro.
Nel 1992 la Corale Puccini e Luciano Pavarotti si incrociano nuovamente: a Villanova San Pancrazio il grande tenore riceve il Premio della bontà e a cantare alla Messa è proprio la Puccini. Pavarotti a fine Messa si avvicina e fa i complimenti ai coristi sassolesi; per quanto molti lo invitino preferisce non cantare, ma il ricordo di quell’incontro è ancora vivo e documentato da una grande foto appesa in sede.
Ormai la Puccini ha cantato di tutto e ovunque: fra le esibizioni più difficili, i cantori ricordano il Requiem di Fauré, nel Duomo di Modena, con un’orchestra di 30 elementi e alcuni bravissimi solisti. Per il resto le esibizioni più impegnative vengono di solito riservate per i tradizionali Concerti di Natale.
Fra i posti più belli per cantare vengono ricordati con piacere il Duomo di Modena, San Giorgio a Sassuolo, San Pietro e Sant’Agostino ancora a Modena, ma eccellente viene considerata la chiesa di San Francesco in Rocca, ottima anche per registrazioni di alto livello. È significativo: la Puccini ha viaggiato molto e cantato in tanti bellissimi luoghi, ma il suo posto preferito resta nel cuore della vecchia Sassuolo, come si conviene a una delle istituzioni più belle e antiche della città.

(Testo tratto dal volume “1926-1996. 70 anni della Corale Puccini di Sassuolo”, a cura di Alfonso Scibona e Gabriele Bassanetti)

Condividi su...Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>